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Qualcuno che è ben a conoscenza dei fatti di questi ultimi mesi, si chiederà perchè abbiamo usato la forma interrogativa nel titolare la possibilità che vi sia un nuovo accordo tra i Carrozzieri e l’ANIA. Bhe! semplicemnente perchè se di accordo si tratterà non sarà certamente come quello decaduto nel lontano 2003: la basi saranno senz’altro diverse, oseremo dire “politiche” più che tecniche, anzi è forse meglio dire “comportamentali” [...]

Ma allora che razza di accordo potrebbe essere se non si basa sui vantaggi reciproci della canalizzazione del lavoro e del contenimento dei costi? Semplice dr. Watson, direbbe Sherlock Holmes, a fronte dell’obblogo a riparare stabilito per legge (… e l’ANIA lo può fare…), io (Assicurazione) ti pago dietro fattura di un carrozziere che rispetti alcune regole (comportamentali): no cessione del credito, no affidamento pratica al legale, per esempio, no contenzioso legale, ma regolazione interna dei dissidi, ecc..
In pratica tutti i carrozzieri potrebbero cosi essere oggetto di canalizzazione o meglio di scelta del cliente… e in questo caso chi effettua la riparazione si vedrà pagato il corrispettivo dalla compagnia assicurativa tenuta al risarcimento senza preoccuparsi che la compagnia sia “amica” o “nemica”. Se accordo ci deve essere questo vale per tutto il mercato assicurativo, non per una o un solo gruppo.
I vantaggi per i rappresentanti dei carrozzieri sono evidenti (eccetto quelli che contestano questo eventuale accordo), per i carrozzieri anche, liberati dalle pastoie: fiduciari si!, fiduciari no! avrebbero solo un obbligo deontologico comportamental/burocratico.
Rimane il fatto che il carrozziere ritornerebbe a essere un libero imprenditore che dovrà comunque cercare di acquisire il cliente, ne più e ne meno di quello che fa qualsiasi imprenditore in Italia, qualunque sia la sua attività. Tra il dire e il fare c’è comunque di mezzo il mare.

Autoinforma
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