Più leggero, più veloce e più forte. Basterebbero questi tre requisiti per definire il carbonio come materiale ideale per la risoluzione di buona parte dei problemi nella costruzione dei veicoli. La fibra di carbonio è uno dei materiali che sono utilizzati per fare proprio questo: un veicolo più leggero, più veloce e più forte.
Tutti ormai siamo a conoscenza che la partita per il contenimento dei consumi e delle emissioni per stare dentro i parametri prefissati dalla Commissione Europea, si gioca sulla diminuzione di peso dei veicoli. L’utilizzo di materiali ad alta resistenza quali acciaio e leghe di alluminio non basta più, l’industria automobilistica punta sempre più sui materiali compositi e in particolare sulle fibre di carbonio, ritenute fino a qualche anno fa troppo costose per un utilizzo di massa sui veicoli. I costi esorbitanti vengono via via ridotti dai nuovi processi di formazione e dalla produzione di serie. Non tutti i costruttori sono però d’accordo nell’adottare le fibre di carbonio per le vetture di serie: Renault e Nissan, che fanno parte dello stesso gruppo, avevano annunciato solo qualche anno fa che l’utilizzo di questi compositi nelle parti strutturali non rientra nei loro progetti futuri, proprio per la loro longevità e resistenza sono inadatti alla fabbricazione di auto, perché sconveniente sul lungo termine (se le auto durano di più le Case automobilistiche avranno meno domanda). Il CFRP (Carbon Fibre Reinforced Polymer) è più leggero dell’alluminio e dell’acciaio rispettivamente del 40% e del 60% pur garantendo una rigidezza strutturale superiore a entrambi a tutto vantaggio della sicurezza, del piacere di guida e del comfort. In questo senso, con la fibra di carbonio si può intervenire su tutte le parti dell’automobile: dal telaio fino alle componenti meccaniche più piccole del motore. Il suo utilizzo potrebbe ridurre della metà il peso delle auto, migliorandone l’efficienza del 35%: una diminuzione di 45 chilogrammi consente di ridurre i consumi di carburante di circa il 2-3%.

L'articolo integrale è consultabile sulla rivista ioCarrozziere.

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