La battuta è vecchia, ma mai come ora è di attualità. Che il perito assicurativo sia finito da tempo non è certo una novità. Di libero professionista non ha ormai più nulla: il suo compito è quasi esclusivamente di carattere amministrativo, burocrate delle assicurazioni da cui dipende economicamente al 100%. Se questo è quello voluto dalla legge n. 166 del 1992 che ha istituito il ruolo dei Periti assicurativi, dopo anni di battaglie per regolamentare una professione sino ad allora inesistente, il risultato è un completo fallimento [...]

Le legge di per sè, non è sbagliata, quello che non ha funzionato per carenza di lungimiranza (o per pressioni lobbistiche), è stata la mancata regolamentazione del rapporto tra il perito assicurativo e le assicurazioni che per legge devono pagare i sinistri da circolazione stradale. Far dipendere, quasi esclusivamente, economicamente il perito assicurativo direttamente dal mercato assicurativo, lo ha reso di fatto succube e non più in grado di poter svolgere quello che doveva essere la sua principale missione, di arbitro imparziale tra il cittadino, l’autoriparatore e l’assicurazione. Anche la professionalità è stata via via mortificata dalla pressione ricattatoria e dai nuovi sistemi di risarcimento del danno che privilegiano l’aspetto statistico da quello tecnico. Ma la stima di una riparazione del danno auto, per riferirci al danno a cose, rimane un fattore tecnico, basato su regole e riferimenti ben precisi che se ben fatta, è un’attività altamente specialistica che ben poco ha a che vedere con la statistica. Per fare l’attività attualmente richiesta dal mercato assicurativo basterebbe un buon impiegato… già, capisco! affidarsi al perito assicurativo costa meno e si può chiudere il rapporto quando si vuole.

Eppure, basterebbe poco per riportare le cose al giusto posto, sarebbe sufficiente svincolare economicamente il perito dalle compagnie di assicurazioni, imponendo una norma che preveda, a seguito di un sinistro stradale, che il danneggiato possa avvalersi, a sua scelta, di un perito assicurativo, al quale far fare la perizia dei danni, pagando di tasca propria la parcella che poi gli dovrà essere rimborsata dalla Compagnia di assicurazione che risarcisce il danno e ciò, anche a maggior tutela e garanzia per i consumatori.

Si è cambiato un Papa, si stà riformando il Governo Italiano, stravolgendo i vecchi concetti della politica e dell’economia, e noi siamo ancora qui ad aspettare che qualcuno (?!) cambi le cose per questa categoria di professionisti. La storia insegna che i cambiamenti sono sempre venuti dal basso e non rimanendo in attesa che chi detiene il potere o la rappresentanza lo faccia di sua sponte.

Giovanni Realdino

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